Sinusite

Sintomi, Diagnosi e Terapia

Una patologia controversa

Chi non ha mai avuto una sinusite? Non esiste paziente nella pratica clinica di uno specialista otorinolaringoiatra che non riferisca di aver avuto una infezione dei seni paranasali. In effetti la patologia è frequente ma occorre sottolineare che il termine sinusite è molto abusato. In molti casi, infatti, si scambiano per questa patologia entità patologiche che niente hanno a che vedere con essa. Tra di esse ricordiamo, ad esempio nevralgie trigeminali, le emicranie ed anche semplici riniti. Occorre anche dire che fino a poco tempo fa non esisteva una definizione univoca neppure tra gli specialisti. Quindi, potrebbe essere utile cercare di fare un po' di chiarezza al riguardo.

Definizione

In generale, si definisce rinosinusite un processo infiammatorio delle cavità nasali e della mucosa dei seni paranasali. I seni paranasali sono cavità scavate all'interno delle ossa della faccia. Si identificano diversi seni paranasali, localizzati in diverse porzioni del volto (seni mascellari, seni frontali, seni sfenoidali, ecc). Queste cavità servono a rendere le ossa della faccia meno pesanti ed hanno anche una importante funzione di risonanza per l'emissione della voce. Il processo è definito acuto o cronico in base alla durata e alle caratteristiche della patologia. In particolare, si parla di sinusite cronica se il processo infiammatorio dura più di 12 settimane.

Sintomi

La sintomatologia cambia in modo notevole a seconda che si abbia a che fare con una forma acuta o con una forma cronica. In generale, i sintomi della forma acuta sono più spiccati ed evidenti. La sinusite acuta si presenta con un corredo sintomatologico variabile da paziente a paziente ed anche in base alla gravità e la sede dell'infezione. Segni tipici possono essere la presenza di dolori facciali che si accentuano inclinando la testa in avanti, arrossamento del naso e degli occhi, scolo retronasale di muco, dolore alla compressione di alcuni punti del volto, tosse, naso chiuso.

Sinusite

Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, esiste scarsa correlazione tra infiammazione dei seni paranasali e mal di testa. Non è infrequente diagnosticare una emicrania o una cefalea in pazienti convinti di soffrire di sinusite da anni. A tal proposito si consiglia di leggere i post "Sinusite o Cefalea? Come orientarsi" e "Mal di testa e sinusite: c'è sempre relazione?".

In caso di sinusite cronica tutti questi sintomi tendono ad attenuarsi per un periodo molto lungo. In seguito, i sintomi tendono a ripresentarsi nei periodi di riattivazione dell'infezione.

Cause di Sinusite

Solitamente il processo infiammatorio a carico dei seni paranasali si sviluppa in seguito ad una infezione delle delle vie aeree superiori. Altre volte la sinusite può svilupparsi a seguito di un comune raffreddore oppure in corso di rinite allergica. L'insorgenza della patologia può essere favorita dal temporaneo indebolimento del sistema immunitario tipico delle forme influenzali. Questa infiammazione riduce la naturale ventilazione dei seni paranasali, provoca blocco nel drenaggio del muco e infiamma la mucosa che riveste i seni paranasali. Negli adulti, gli agenti infettivi più frequentemente implicati in questo processo sono lo Streptococcus Pneumoniae e l' Haemophilus Influentiae. Le forme batteriche sono più frequenti rispetto alle forme virali, tuttavia risulta spesso impossibile distinguere le due tipologie di infezione. Questa difficoltà diagnostica fa sì che, in molti casi, venga assegnata una terapia antibiotica forse non necessaria. Questa eccessiva prescrizione di antibiotici ha provocato un netto incremento della resistenza batterica, rendendo alcune forme di sinusite più difficili da guarire. Per quanto riguarda l'evoluzione da una forma acuta ad una cronica, non è mai stato dimostrato che la cronicizzazione derivi da una infezione acuta non completamente guarita. In altre parole, è probabile che le forme croniche nascano con caratteristiche particolari fin dall'inizio e che non siano il risultato di una terapia non adeguata.

Diagnosi di Sinusite

La formulazione di una diagnosi di rinosinusite richiede una attenta visita specialistica otorinolaringoiatrica corredata da laringoscopia a fibre ottiche flessibile o rigida (PACCHETTO RESPIRO BASE). La fibrolaringoscopia flessibile o rigida è un esame fondamentale poiché permette di rilevare iperemia, congestione, croste o pus in corrispondenza di particolari siti nasali, definiti meati. A seconda del meato interessato dal processo, è possibile cercare di stabilire quale sia il seno paranasale interessato dalla patologia. Se il materiale di accumula nel meato medio (davanti alla tuba di Eustachio), avremmo verosimilmente a che fare con una sinusite del seno mascellare, etmoidale anteriore o frontale. Se il materiale viene rinvenuto nel recesso sfeno-etmoidale (sopra la tuba di Eustachio), probabilmente si tratta di una sinusite sfenoidale e dell’etmoide posteriore. In caso di rinosinusite cronica risulta fondamentale l'esecuzione di una TC senza mezzo di contrasto, senza la quale è impossibile una valutazione complessiva della patologia. LA RADIOGRAFIA DEL CRANIO E' UN ESAME ASSOLUTAMENTE INUTILE AI FINI DELLA DIAGNOSI DI SINUSITE.

Terapia della Sinusite

La terapia della rinosinusite acuta è essenzialmente di natura medica e prevede l'utilizzo di antibiotici e cortisone. E' importante sottolineare l'importanza di non abusare di farmaci da banco nel sospetto di sinusite. Il consiglio di un parente o di un amico, anche se in alcuni casi può essere utile, non dovrebbe in alcun modo sostituirsi al rapporto diretto medico paziente. I farmaci da banco, utili nelle forme lievi, in nessun modo possono costituire una cura in caso di reale presenza di sinusite. E' sempre opportuno fare riferimento a medici specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata sul foglietto illustrativo di questi farmaci. In molti casi le cure termali possono rappresentare un valido aiuto in corso di sinusite. I corticosteroidi topici, ovvero somministrati a livello nasale, hanno una chiara e dimostrata azione inibitoria nei confronti delle reazioni infiammatorie. Fino a qualche anno fa si credeva che l'azione di questi farmaci si esplicasse in modo troppo lento per essere efficaci nelle forme acute. In generale, la terapia somministrata in spray o mediante Rinowash è più efficace rispetto alla terapia con aerosol. Recenti studi hanno dimostrato che associando spray nasali cortisonici alla terapia antibiotica, si ottiene un notevole beneficio nella riduzione della sintomatologia rispetto alla somministrazione del solo antibiotico. Nei pazienti pediatrici la somministrazione di spray cortisonici o di soluzioni cortisoniche tramite Rinowash, sembra in grado di ridurre la tosse e il post-nasal drip, sintomi spesso presenti in corso di sinusite. In pazienti con rinosinusite ricorrente, i corticosteroidi somministrati per via nasale, riducono la sintomatologia delle riacutizzazioni. Uno studio ha dimostrato che una dose doppia di spray nasale cortisonico migliora i sintomi più della somministrazione di antibiotico. La sinusite rappresenta una delle maggiori cause di prescrizione di antibiotici. In realtà, uno studio ha dimostrato che il 50% delle infezioni sinusali batteriche, dimostrate tramite esecuzione di un tampone a livello del naso, guarisce spontaneamente, senza la somministrazione di antibiotico. Se si fa diagnosi di sinusite soltanto attraverso la clinica la percentuale di guarigione spontanea sale fino al 65%, dal momento che vengono incluse anche le forme virali. Oltre a questo, non esiste evidenza che una terapia antibiotica possa prevenire eventuali complicanze infettive intracraniche (ascessi, ecc). Queste complicanze sembrano piuttosto essere legate ad una maggiore aggressività dell'agente infettivo implicato nella genesi della patologia. In generale, per forme con scarso corredo sintomatologico e per soggetti senza malattie associate, sembra essere opportuno non utilizzare la terapia antibiotica. Qualora si opti per l'utilizzo della terapia antibiotica, Le linee guida indicano nell’amoxicillina il farmaco di prima scelta. La durata della terapia dovrebbe essere almeno di 7-10 giorni. L’associazione con l’acido clavulanico migliora la risoluzione dei sintomi ma aumenta anche l’incidenza di sintomi gastrointestinali. Come seconda scelta di antibiotici (ad esempio in caso di allergia alla penicillina), esistono diverse alternative ma forse può essere utile sfruttare l’azione antiinfiammatoria dei macrolidi. Pazienti con riacutizzazione di una forma cronica sono più spesso attaccati da batteri gram-negativi per cui può essere opportuna una terapia con amoxicillina + acido clavulanico oppure con macrolidi.In caso di mancata risoluzione può essere necessario eseguire un esame colturale nel meato medio.

La terapia della rinosinusite cronica è quasi esclusivamente chirurgica. L'intervento comunemente eseguito prevede la rimozione con la terapia medica utilizzata esclusivamente per controllare le riacutizzazioni. Non esiste una evidenza che la sinusite cronica derivi da una sinusite acuta mal trattata.

Pagina a cura del Dr. Gianni Gitti

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